10 gennaio 2012 – Intervista al best speaker

Laura Tavola ha vinto per la prima volta con il suo ottavo speech, ma è solo il secondo da quando si vota il miglior speaker della serata. Incentrato sull’uso di supporti visivi (“Get comfortable with visual aids”), quelli scelti da Laura sono stati vincenti. Bigodini, retina, occhialini e cuffia da nuoto, chiavi, tisana e cartello “Vendesi” hanno animato e reso esilaranti le descrizioni dei vicini di casa nei quali, volente o nolente, si imbatte tutti i giorni, mattina e sera.

Come ti è venuta l’idea?

Fino al venerdì prima non sapevo di cosa parlare, ero nel panico, volevo farmi sostituire, poi sabato parlandone con un mio vicino di casa, che è mio amico (il musicista del racconto), l’idea c’è venuta insieme!

Ti sei divertita a preparare il discorso?

A quel punto, con l’idea chiara in testa, è stata una sorpresa la facilità con cui ho scritto il discorso e con cui poi l’ho esposto, parlando di me, delle mie abitudini quotidiane e delle mie emozioni.

Come mai è stata una sorpresa?

In genere mi è più facile parlare delle emozioni altrui. Il settimo discorso per esempio l’ho dedicato alla tragica storia della pittrice Artemisia e il sesto a un mio viaggio a San Francisco, raccontato però con un po’ di distacco, come fossi una guida turistica.

Quindi è la prima volta che parli direttamente di te?

Sì e ho scoperto essere più facile di quanto pensassi, ma ad ogni modo per me resta un po’ più imbarazzante. Anche se ho compreso che la mia autoironia naturale mi può aiutare molto, si tratta solo di prendere un po’ di confidenza!

Eppure hai trasmetto calma e self control anche questa volta, non trapela mai agitazione nei tuoi discorsi.

Ne sono contenta, in realtà sono una timida, ma è vero che il Toastmasters (TM) mi ha aiutato a diventare più sicura.

Da quanto tempo sei socia?

Questo è il terzo anno, ma l’avevo già frequentato nel 2001 per due anni, poi però per impegni di lavoro avevo dovuto sospendere, ma appena ho potuto sono tornata, perché ci pensavo spesso e mi mancava.

Che cosa ti mancava di più?

Mi mancava la possibilità di poter lavorare sulla comunicazione efficace e migliorare le mie doti di comunicazione nei rapporti interpersonali con amici e colleghi.

Quali sono i ruoli che ti piace svolgere di più nelle serate del TM?

Mi sento più a mio agio e sicura nei ruoli di leadership, perché sono meno imprevedibili, nel senso che preparandomi posso dare il meglio.

Anche il discorso è preparato…

Sì, ma ci sono più elementi incontrollabili, primi tra tutti la gestione dell’emozione e la reazione dell’audience. Sto imparando strada facendo, è una palestra meeting dopo meeting, devo tanto al TM!

I tuoi Table topics (i 15 minuti di improvvisazione) sono… proverbiali!

In genere l’idea mi viene all’ultimo, messa alle strette, ma una volta arrivata mi do da fare perché le persone si sentano a loro agio e partecipino liberamente. Perché so bene quanto sia difficile improvvisare! Così l’ultima volta ho accompagnato i proverbi con immagini spiritose che li richiamassero, la volta precedente ho usato frasi e immagini di pubblicità ritagliate dai giornali e un’altra volta ancora avevo portato le spiritose calamite appese al frigo, accumulate durante i miei innumerevoli viaggi. In pratica nel Table topics esprimo la creatività che mi sorprendo ad avere, perché per natura e formazione sono molto razionale (ho studiato economia e commercio e lavoro in una banca di investimenti).

Eppure…

Eppure grazie alle iniziative del TM si scoprono lati nascosti!

Cos’altro ti piace del TM?

Mi piace seguire i discorsi e sentire le valutazioni. Si impara da tutti e prendo appunti soprattutto durante le valutazioni, perché sentendo quelle altrui affino anche la mia capacità di giudizio, step by step.

In cosa pensi di essere migliorata di più?

Nell’eye contact senz’altro. Prima ero velocissima e fermavo poco lo sguardo sulle persone, ora ci sto più attenta. Anche se martedì scorso ho peccato e mi sono rivolta di più al lato destro… ma non si riesce a gestire sempre tutto, farò meglio la prossima volta! Ora faccio meno trascinamenti e le gambe non tremano più. Inoltre sono migliorata nell’organizzazione del discorso.

In che senso?

Ho capito che una bella introduzione cattura l’attenzione e una bella conclusione lascia traccia. Martedì sono stata credibile, hanno creduto davvero volessi vendere casa (questo tipo di annunci non si può fare al club), ma era uno scherzo, poi ho stracciato il cartello “Vendesi”. E in questo mi ha aiutato anche il pubblico perché una persona ha mostrato davvero interesse per la casa!

In cosa vorresti migliorare ancora?

Vorrei variare di più il tono della voce (“Vocal variety”), concedermi più varietà nella mia pacatezza e vorrei esercitarmi di più nelle valutazioni, che sono un grande regalo per le persone, preziosi spunti di miglioramento. Infine, nelle riunioni di lavoro e soprattutto nelle vicende di vita quotidiana, vorrei essere più veloce e pronta a dire la mia, farmi meno problemi e prendermi più spazio. È premiante dire quello che si pensa spontaneamente e non aspettare sempre il momento propizio. Perché spesso qualcun altro arriva prima di te.

Insomma consiglieresti il TM?

Certamente e io lo pubblicizzo molto con amici e conoscenti.
Al TM si ha la possibilità di crescere, nella misura in cui ci si impegna, e di divertirsi, imparando al contempo un sacco di cose. Oltretutto, il TM mi ha dato l’opportunità di conoscere persone splendide e coltivare amicizie straordinarie.

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