8 novembre 2011 – Intervista al vincitore della serata per miglior discorso

 

«Il più grande risultato è che ora padroneggio la voce!»

Con “Mani di fata”, il discorso che ha vinto la riunione del Toastmasters l’8 novembre, Cecilia Sartori ha svolto una brillante parodia del mondo delle offerte commerciali e del rischio comune di incorrere in bufale e spiacevoli situazioni. Morale: controllare sempre prima di acquistare trattamenti su internet e, quando si arriva nei luoghi indicati, cercare subito le vie di fuga!

L’obiettivo del tuo speech, il sesto del Manuale Competent Communication, era la «vocal variety», ossia modulare la voce su più toni e volumi. Be’ hai fatto decisamente centro! Come hai fatto?

Preparare questo discorso con l’obiettivo specifico della «vocal variety» mi ha permesso di affinare questa abilità che, fin dal primo discorso, mi era stata indicata come area di miglioramento. Provando e riprovando e mettendomi in gioco, oltre il mio limite, i miglioramenti sono arrivati e anche velocemente.

Da quanto tempo sei socia del Club Toastmasters Milan-Easy?

Da poco più di un anno.

Perché hai deciso di frequentarlo?

Ero rimasta colpita dalla capacità di parlare in pubblico di alcuni soci, così ho deciso di partecipare anch’io.

Con quali obiettivi?

Imparare a padroneggiare di più la voce, usando lo strumento con più consapevolezza ed efficacia per riuscire a ispirare altre persone.

Addirittura ispirare altre persone?

Nel mio lavoro formo tanti giovani che scelgono di svolgere un anno di servizio civile presso l’Avis, l’Associazione Nazionale Volontari del Sangue. Per me è quindi importante riuscire a motivarli affinché, anche dopo il servizio civile, continuino a fare volontariato e ci diano una mano. Perché sai, tanti scelgono di fare il servizio civile solo per il rimborso dei 400 euro mensili, ma lo scopo è di servire la patria senza armi e attraverso l’impegno in attività sociali. Per sensibilizzare su questi aspetti è quindi importante trovare le parole giuste e il modo giusto di dirle!

In che cosa ti vedi migliorata?

Ti faccio un piccolo esempio. La prima volta che, come ospite, sono stata chiamata al Table Topics, ossia nel quarto d’ora di improvvisazione previsto in ogni serata, mi hanno contato una ventina di “ah”. Non ero neppure consapevole di fare tutti questi intercalari! Così mi sono preoccupata, mi sono iscritta e ho iniziato a fare più attenzione ai dettagli. Ti assicuro che, facendo discorsi, e non solo ascoltando quelli degli altri, si migliora! Più in generale posso dire che prima vigeva l’anarchia nella mia voce, ora la governo e questo è il vero successo!

Si impara divertendosi?

Sì, sono molto contenta dei miglioramenti che faccio, come dicevo provando, rischiando e soprattutto divertendomi! L’ultimo discorso l’ho ripetuto tante volte in treno tornando da Lucca, la mia città natale. Le persone mi guardavano stranite, è stato divertente!

Quanti discorsi hai vinto finora?

Mi sembra tre su sei.

Come scegli gli argomenti che sono sempre molto curiosi, con uno sfondo sociale, tipo sui gruppi d’acquisto, sulla frutta di stagione, su cosa fare in alternativa alla tv e sul monastero buddista di Pomaia?

Scelgo temi che mi appartengano e che mi abbiano colpito.

Qual è il tuo prossimo obiettivo al Toastmasters?

Voglio sfidarmi su discorsi con finalità meno congeniali per me, che coinvolgano, provochino, divertano e ispirino al cambiamento. Finora infatti ho solo raccontato che mi viene più facile.

Da luglio fai anche parte del comitato esecutivo, come vicepresident membership. Come vivi questo l’impegno?

Questo club mi ha dato tanto e mi dà tanto, credo quindi sia giusto restituire quello che si è ricevuto in uno spirito di reciprocità. Se fosse stato meno arricchente, oltre alle mille cose che ho da fare, non credo avrei condiviso tempo e voglia di fare al club.

 

 

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